L'imprenditore che si avvicina al sistema romeno, ha bisogno, sicuramente, di quantificare la spese che dovrà affrontare. Di seguito dò alcune cifre, indicative per quanto riguarda Bucarest.
Tasso di conversione (per gli importi in Lei): 3,55 Lei/Euro.
La vita di tutti i giorni:
Taxi: 1,6 - 2,0 Lei/Km
Fast food: 20 - 40 Lei
Ristorante medio: 40 - 100 Lei
Ristorante medio-alto: 150 - 250 Lei
Camera in hotel (3 stelle): 90 - 130 Euro/notte
Miniappartamento in residence: 35 - 80 Euro/notte
L'ufficio
Affitto ufficio fuori dal centro (2/3 camere): 400 - 600 Euro/mese
Affitto ufficio in centro (2/3 camere): 550 - 1.000 Euro/mese
Spese medie di condominio: 100 Euro/mese
Affitto uffici classe A: 15-22 Euro/mq/mese
Affitto showroom stradale: 70 - 120 Euro/mq/mese
Spese telefonia fissa: come in Italia
Spese telefonia mobile: generalmente più alte che in Italia. Quasi tutte le aziende hanno uno o più cellulari.
Internet: in generale si hanno connessioni via cavo, circa 30-60 Lei/mese. Più costoso l'ADSL a 80-120 Lei/mese
Il personale
Salario minimo per economia: 500 Lei
Segretaria: 1.000 Lei (anche 1.500 se parla bene l'Italiano)
Operatore call center: 350 Euro (compresi i contributi)
Incidenza contributi: circa il 50% del salario netto.
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martedì 19 agosto 2008
Perchè gli italiani vengono in Romania?
So che questa domanda farà sorridere qualcuno: è infatti diffusa l'opinione (giusta o sbagliata che sia) che la prostituzione contribuisca, in modo sostanziale, al PIL romeno. Considerata poi la nota sensibilità dei rappresentanti maschili del nostro popolo, si fa presto a fare due più due.
Ma, credetemi, da quella ventina di aerei che arrivano giornalmente dall'Italia nei due aeroporti di Bucarest, scendono anche molti uomini d'affari, seriamente intenzionati a produrre profitti.
Solo per farci un'idea, proviamo a suddividere quest'ultimi in categorie:
Ma, credetemi, da quella ventina di aerei che arrivano giornalmente dall'Italia nei due aeroporti di Bucarest, scendono anche molti uomini d'affari, seriamente intenzionati a produrre profitti.
Solo per farci un'idea, proviamo a suddividere quest'ultimi in categorie:
- I piccoli imprenditori che, soffocati dalle tasse italiane e pieni di idee, cercano di comprendere "cosa si possa fare in Romania".
- Gli imprenditori in cerca di nuovi sbocchi commerciali e produttivi per la loro azienda che, in Italia, ha raggiunto il massimo livello di sviluppo possibile.
- Coloro che cercano rendite superiori per i propri capitali, giocando ( e a volte speculando) sui prezzi di terreni ed immobili.
- I cosiddetti "pirati", persone che credono di sbarcare in Burundi, dove gli uomini lavorano come schiavi per un tozzo di pane ed i terreni costano pochi centesimi al mq.
Spostarsi in Romania
Durante gli ultimi cinque anni, anni in cui ho svolto attività di consulenza per le aziende italiane che desiderano affrontare le sfide del mercato romeno, la frase che ho ascoltato più volte, probabilmente è:"Dottor Ghiglia, non ne posso più del sistema fiscale italiano, mi aiuti a spostare i miei affari in Romania".
La Romania è, fin dai tempi del comunismo, il pese dell'est europeo più vicino all'Italia ed agli italiani: affinità linguistiche, latinità, e buona disposizione delle persone sono certamente i fattori trainanti del continuo flusso di migrazione di uomini d'affari, cominciato ai tempi di Ceausescu e culminato con l'ingresso della Romania nella Comunità Europea.
Ma il quadro non è così roseo come potrebbe sembrare. Verso la fine del 2007, io stesso ho confermato in un'intervista al settimanale Panorama, la presenza in Romania di circa 22.000 aziende con capitale, anche parzialmente, italiano. Ad un'analisi più approfondita, appare, però, come almeno la metà di esse sia stata costituita esclusivamente per acquistare terreni. Fino al 2007, infatti, la legge romena impediva a soggetti privati stranieri di detenere terreni, difficile quindi considerare le aziende costituite solo allo scopo di acquistare terreni delle vere realtà produttive.
La mia esperienza poi mi dice che, delle rimanenti 11.000 aziende "italiane" presenti nominalmente in Romania, un'altra metà esiste solamente perché in questo strano paese costa meno abbandonare un'azienda, lasciando che un giudice la chiuda dopo qualche anno, piuttosto che andare alla pubblica amministrazione e liquidarla.
Rimaniamo con circa 5.000 - 6.000 aziende. Alcune, soprattutto banche e filiali di grandi gruppi, vanno ottimamente mentre altre vanno così così.
In questo blog, cercherò soprattutto di trasmettere la mia esperienza a quegli imprenditori che vogliono iniziare un business in Romania senza commettere errori che potrebbero portarli ad un rapido fallimento.
Perché, fare business (e soldi) in Romania, è possibile!
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